Dalla prime ore di questa mattina, siti internet e blogger americani, annunciano la morte di Paul Newman. La notizia è riportata anche dall’enciclopedia on-line Wikipedia.

Le condizioni di salute dell’attore, 83 anni e da tempo malato di cancro, erano precipitate negli ultimi giorni. Poche settimane fa, Newman aveva espresso il desiderio di morire nella propria casa. L’attore aveva appena completato l’ultimo ciclo di chemioterapia al Weill Cornell Medical Center di New York e avrebbe detto di voler passare i suoi ultimi giorni con la moglie, Joanne Woodward, e le figlie.
La scomparsa dell’attore è stata annunciata anche da Vincenzo Manes, presidente della fondazione Dynamo Camp di Limestre (Pistoia), che fa parte dell’organizzazione internazionale di solidarietà fondata da Newman. “Stamani alle 7,30 ho ricevuto una mail dall’America che mi ha fatto sapere che Paul Newman non è più tra noi” ha spiegato Manes.
Una carriera di successi
A cavallo degli anni ‘60 fu protagonista di alcuni fra i più grandi successi della storia di Hollywood (La gatta sul tetto che scotta, Lo spaccone, Hud il selvaggio, Intrigo a Stoccolma, Il sipario strappato, Nick mano fredda, Butch Cassidy, La stangata), diventandone una delle stelle più famose di sempre, al punto da essere spesso definito una “leggenda del cinema”. Oltre al cinema altra sua grande passione furono le corse automobilistiche. Il 29 gennaio 1958, a Las Vegas, sposò l’attrice Joanne Woodward, dalla quale non si è mai separato.
Vinse l’Oscar come migliore attore nel 1986 per Il colore dei soldi, sequel de Lo Spaccone, premio che non ritirò personalmente perché non presenziò alla cerimonia viste le numerose volte in cui era stato candidato e mai premiato.
Fonte: RaiNews24
Se ne parlava da qualche giorno, ma ora la notizia è confermata: la Columbia/Sony sta producendo il terzo episodio della saga di Ghostbusters.
Google Chrome sarà l’esperimento di Mountain View nel mondo dei browser. Dopo la caduta di Netscape e la marcia trionfale di Explorer il mondo dei navigatori sembrava essersi impantanato in una routine fatta di vulnerabilità e patch, fin quanto Firefox non ha smosso le acque rendendo chiaro a tutti come il settore potesse ancora essere importante e le quote di mercato potessero ancora essere messe in discussione. Per tempo, poi, si è parlato dell’arrivo di Google, di quel Google rivoluzionario che volava in borsa e sapeva stupire ad ogni nuova trovata. Oggi Google ha perso forse un po’ di smalto, ma rientrare con un fumetto ed un browser è un colpo di teatro degno del suo nome.

